Il Patent Box consente una maggiorazione del 110% della deducibilità fiscale dei costi di ricerca e sviluppo sostenuti in relazione a determinati beni immateriali giuridicamente tutelati, tra cui brevetti industriali, software protetti da copyright, disegni e modelli.


Nella gestione dell’agevolazione restano però alcuni profili delicati. Da un lato, occorre individuare correttamente le spese agevolabili, soprattutto quando le attività si sviluppano in più fasi. Dall’altro, è necessario valutare la predisposizione dell’idonea documentazione per tutelare l’impresa in caso di eventuali controlli.


IL NODO DEI COSTI DI PRE-INDUSTRIALIZZAZIONE

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda l’individuazione del momento di effettivo utilizzo della privativa industriale, da cui dipende la decorrenza della fruizione del beneficio.

Nel caso dei brevetti industriali, tra il conseguimento della privativa e il suo utilizzo economico può collocarsi una fase intermedia di pre-industrializzazione o ingegnerizzazione. Si tratta del passaggio necessario per trasformare l’invenzione protetta in un prodotto o processo idoneo alla produzione industriale.

In questa fase possono rientrare, ad esempio:

  • attività di ingegnerizzazione e prototipazione;
  • progettazione delle attrezzature necessarie alla produzione;
  • ottimizzazione del processo;
  • attività tecniche collegate a impianti pilota.


Il punto centrale è che tali costi, se sostenuti dopo il conseguimento del brevetto ma prima del suo effettivo utilizzo, possono rappresentare spese necessarie per arrivare allo sfruttamento economico della privativa. La loro inclusione nel perimetro del Patent Box resta tuttavia un tema interpretativo, sul quale sarebbero auspicabili ulteriori chiarimenti da parte dell’Amministrazione finanziaria.


LA DOCUMENTAZIONE PER LA PENALTY PROTECTION

Accanto alla corretta qualificazione dei costi, le imprese devono valutare anche la predisposizione dell’idonea documentazione ai fini della cosiddetta penalty protection.


La documentazione, se predisposta secondo le modalità previste, costituisce uno strumento di tutela in caso di accertamento. In assenza di adeguata documentazione e in caso di contestazione da parte dell’Agenzia delle Entrate o della Guardia di finanza, l’impresa può essere esposta al rischio di applicazione delle sanzioni.

Per questo motivo, è opportuno prestare attenzione a tre aspetti:

  • l’opzione per il Patent Box deve essere indicata nel modello Redditi;
  • la documentazione deve essere predisposta secondo quanto previsto dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 48243 del 15 febbraio 2022, come modificato dal provvedimento n. 52642 del 24 febbraio 2023
  • per beneficiare della penalty protection, la documentazione deve essere sottoscritta dal legale rappresentante o da un suo delegato mediante firma elettronica con marca temporale, entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi.


Per il periodo d’imposta 2025, il termine ordinario di presentazione della dichiarazione è fissato al 31 ottobre 2026, ferma restando la possibilità di intervenire entro i successivi 90 giorni tramite dichiarazione tardiva.


IL RAPPORTO CON IL CREDITO D’IMPOSTA R&S

A differenza di quanto previsto per il credito d’imposta ricerca e sviluppo, per il Patent Box non è prevista una certificazione preventiva del diritto al beneficio.


La certificazione R&S rilasciata da un soggetto iscritto all’albo tenuto dal MIMIT può comunque rappresentare un supporto utile in caso di verifica, considerato che il nuovo Patent Box si fonda sui medesimi costi di ricerca e sviluppo.


Un ulteriore profilo da monitorare riguarda il coordinamento tra Patent Box e credito d’imposta R&S. Quando l’impresa beneficia di entrambi gli strumenti, occorre prestare attenzione al meccanismo di recapture e alla cosiddetta nettizzazione, che può comportare la necessità di sottrarre dal beneficio Patent Box l’importo del credito d’imposta R&S riferibile ai medesimi costi.


UNA GESTIONE PUNTUALE PER RIDURRE I RISCHI

Il Patent Box resta una leva fiscale importante per le imprese che investono nella valorizzazione dei beni immateriali. La fruizione del beneficio richiede però un’analisi accurata dei costi, delle fasi progettuali e degli adempimenti documentali.

Una gestione preventiva e ben documentata consente di valorizzare correttamente l’agevolazione e di ridurre i rischi in caso di successive verifiche.