Il Consiglio dei Ministri del 10 giugno 2026 ha approvato, in esame preliminare, due schemi di decreto legislativo per l’attuazione in Italia del Regolamento UE 2024/1689, noto come AI Act.

I provvedimenti non introducono una disciplina alternativa rispetto al quadro europeo, ma hanno l’obiettivo di raccordare le regole dell’AI Act con l’ordinamento nazionale, definendo competenze, responsabilità e ambiti di applicazione.


DUE DECRETI PER ATTUARE L’AI ACT IN ITALIA

Il primo schema di decreto riguarda la governance nazionale dell’intelligenza artificiale, le autorità competenti, la formazione, il lavoro e alcuni profili legati alla giustizia.


Il secondo schema interviene invece sull’utilizzo dell’IA nelle attività di polizia e sui profili di responsabilità civile e penale connessi all’uso dei sistemi di intelligenza artificiale.


I testi dovranno ora proseguire il proprio iter con il passaggio alle Commissioni parlamentari, alla Conferenza delle Regioni e alle Autorità competenti, prima dell’approvazione definitiva.


LE AUTORITÀ NAZIONALI COMPETENTI

Uno degli aspetti centrali riguarda l’individuazione delle autorità nazionali chiamate a presidiare l’attuazione dell’AI Act.

In particolare:

  • AgID sarà l’autorità di notifica;
  • ACN sarà l’autorità di vigilanza del mercato e il punto di contatto unico con le istituzioni europee;
  • Banca d’Italia, CONSOB, IVASS e Garante privacy opereranno negli ambiti di rispettiva competenza.


Il sistema di governance sarà quindi articolato tra autorità centrali e autorità di settore, in funzione degli specifici ambiti di rischio e delle diverse applicazioni dell’intelligenza artificiale.


FORMAZIONE E ALFABETIZZAZIONE AI

I decreti intervengono anche sul tema della formazione, considerata una condizione essenziale per un uso consapevole e responsabile dell’intelligenza artificiale.


Sono previste misure per integrare competenze sull’IA nei percorsi scolastici, universitari, nella pubblica amministrazione, nella sanità e nella formazione professionale.


Per le imprese, il punto già operativo resta l’obbligo di alfabetizzazione AI previsto dall’articolo 4 dell’AI Act, applicabile dal 2 febbraio 2025 a fornitori e utilizzatori professionali di sistemi di intelligenza artificiale.


L’obbligo richiede di assicurare un livello adeguato di competenze al personale e agli altri soggetti che utilizzano sistemi di IA per conto dell’organizzazione, tenendo conto del contesto d’uso, del livello di rischio e delle persone coinvolte.


IA E LAVORO: RESTA CENTRALE IL CONTROLLO UMANO

Sul fronte del lavoro, i decreti rafforzano il principio secondo cui le decisioni che incidono sul rapporto di lavoro non possono essere affidate esclusivamente a sistemi automatizzati.


In particolare, le decisioni relative alla costituzione, modifica o risoluzione del rapporto di lavoro, inclusi provvedimenti disciplinari e licenziamenti, non potranno essere adottate solo sulla base di un trattamento automatizzato.


La decisione finale dovrà rimanere in capo a una persona fisica con poteri decisionali, garantendo trasparenza, comprensibilità e controllo umano.


COSA CAMBIA PER IMPRESE E ORGANIZZAZIONI

L’approvazione preliminare dei decreti rappresenta un nuovo passaggio nel percorso di adeguamento italiano all’AI Act.

Per imprese, pubbliche amministrazioni e professionisti diventa sempre più importante avviare un percorso strutturato di gestione dell’intelligenza artificiale, partendo da alcuni aspetti essenziali:

  • mappare i sistemi di IA già utilizzati, inclusi quelli integrati nei software aziendali;
  • verificare finalità d’uso, dati trattati e soggetti coinvolti;
  • distinguere gli usi a basso rischio dagli utilizzi che possono incidere su persone, diritti o decisioni aziendali rilevanti;
  • definire ruoli, responsabilità e controllo umano sugli output;
  • documentare le attività di formazione e alfabetizzazione AI.


L’AI Act segue infatti un calendario di applicazione progressivo, ma alcuni obblighi sono già operativi. Tra questi, l’alfabetizzazione AI rappresenta uno dei primi adempimenti concreti per le organizzazioni che utilizzano strumenti di intelligenza artificiale nei propri processi.